Una cartolina per le vacanze

Care/i, da diversi anni non offro, qui nel mio blog, auguri per le feste comandate.
Quando l’ho fatto è sempre stata una occasione di riflessione e un impulso del cuore.
In questi ultimi anni non mi sono sentito di pubblicare auguri. Non ne faccio di routine.
Questa cartolina di buone vacanze, invece, mi nasce dal cuore e nasce da un desiderio di condivisione.

 

La cartolina in realtà è la proposta di un disco pubblicato da Tori Amos nel 2021.
Si intitola “Ocean to ocean”  e,  avverte subito una nota redazionale, quasi un sottotitolo:

Poignant musings on loss and rebirth against a Cornish canvas.

Letteralmente.

Riflessioni toccanti su perdita e rinascita su una tela della Cornovaglia.

Se vorrete mettere questo disco nella valigia delle vacanze, quando troverete il momento di ascoltarlo sono sicuro non ne sarete delusi. E’ un autentico gioiello partorito nei mesi della pandemia da questa straordinaria artista.

 

Lo trovate su Youtube qui

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Su  Spotify qui

 

Detto questo  mi vergogno di dichiarare di avere scoperto solo ora Tori Amos.
Lo confesso qui con umiltà: È davvero imperdonabile che io l’abbia scoperta pochi mesi fa. Ma giusto nei pochi mesi che ho trascorso in clinica di riabilitazione  con le cuffie incollate alle orecchie spesso anche di notte!

Si, chi mi conosce personalmente sa che ho attraversato anni difficili. Come tutti grazie alla pandemia.
Ma questa volta non vorrei parlare della malattia, non vorrei spremere senso dove senso ne trovo davvero poco, vorrei raccontarvi come in un percorso di studio, ricerca ed ascolto musicale io abbia trovato qualcosa che mi appare

Un esercizio di tolleranza del dolore.

 

Questa cartolina annuncia anche che dopo Ferragosto farò partire un filone nuovo di riflessione ma soprattutto di esercizio.

L’insegna potrebbe essere: l’ascolto come esercizio della tolleranza del dolore.

 

Stop! Ho detto fin troppo!

Se volete accogliere il mio invito mettete questa opera musicale nella valigia delle vacanze. Mi auguro che troverete, ve lo auguro, il tempo e il modo di ascoltarlo.

Concludo rendendovi disponibile qualche informazione inerente e indicandovi che, secondo me, questa opera è una pietra miliare, una stella di prima grandezza che ci indica una nuova qualità del tempo. Mi appare una opera paragonabile a “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, la “banana” dei Velvet Underground, The Wall dei Pink Floyd.

Un opera egualmente innovativa e incisiva nell’indicare, una curvatura del tempo. Il tempo della post-pandemia.

Benvenute/i nella musica del XXI secolo!

 

Bibliografia

Interessante questa contestualizzazione dal sito IBS

Testi di tutti i brani con possibilità con opzione di traduzione in italiano.

Tori Amos spiegata alla generazione Z

Recensione Ondarock di Claudio Fabretti

 

 

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