Come un ciuccio nella musica!

Ecco, amiche /i ho già dichiarato nella pagina precedente che sto uscendo dal Covid che è stata per una esperienza davvero terrificante. Oserei dire che mentre, a distanza di mezzo secolo in Italia non abbiamo capito molto di cosa sia successo in piazza Fontana o con la strage di Bologna, che cosa sia il significato di questa pandemia che ha sconvolto tutte le nostre vite, non lo sapremo forse mai nemmeno dopo un secolo.

Premesso questo vi offro questa paginetta ancor più strampalata del solito. E ve la offro con i migliori pensieri del cuore nella III domenica di Avvento!

Dedico questa pagina al dottor Gaetano Aprigliano, di cui esplicherò il ruolo di una inossidabile amicizia ma anche agli amici della Libreria degli Asinelli, animata tra l’altro dalla mia altrettanto inossidabile amica: Laura Branchini che sono certo espliciterà il sostegno!

 

Poteva essere l’ultimo decennio del XX secolo ma anche prima o dopo. Qui in Brianza è ancora oggi così. I contadini lombardi anche in piena estate alle 19 chiudono serrande e imposte e al massimo lasciano intravedere dall’esterno qualche bagliore di televisione accesa. Il focolare fosforico della indigenza, della povertà di Spirito. Con tutto il rispetto per la povertà!

Solo io, di origini tarantine e un mio amico di origini calabresi ioniche, passeggiavamo di notte per goderci la frescura. Come ancora si fa in sud-Italia. In cui, al contrario si mettono due sedie fuori la porta per godersi il fresco, giusto all’ora in cui i Longobardi chiudono le serrande!

Chissà di quali astruserie discettavamo, il dottor Gaetano Aprigliano ed io! Certo ci bastava una manciata di minuti per arrivare a parlare di Pitagora e dintorni.
L’amico usava una espressione che ricordo ancora adesso. L’espressione:

 Essere un ciuccio nella musica.

È facile dedurre che avesse il significato di uno stato di allegro straniamento. Di una perdizione innocente.

Sentirsi come un ciuccio nella musica avrebbe significato essere felicemente disorientati.

Ho pensato in queste ore che ciò di cui mi sto occupando in questi mesi abbia a che vedere con il sentirsi come un ciuccio nella musica.

Mi sto occupando di qualcosa all’insegna dell’ascolto musicale come terapia del dolore.

 

Anche il mio progetto di esplorare l’ascolto e lo studio della musica come terapia del dolore ci porta forse a sentirci…

Un ciuccio nella musica!

 

E un, ciuccio nella musica sia, se ci permette di sospendere ogni valutazione critica, confidando nella pregnanza di un non-sapere che comunque riaffiora in tutta la sua potenza.

 

Così essere ciucci nella musica significa anche semplicemente non capirci nulla ma seguire i suoni che ci ipnotizzano, confidando nella loro portata sapienziale.

Mi capita di ascoltare nel giro delle 24 ore musica di estrazione molto differente. In queste ore ascolto lo Stabat Mater di Pergolesi in una certa orchestrazione che mi piace tanto, Jazz,  Joni Mitchell, Judi Collins, Tori Amos ma anche il Requiem di Mozart o di Verdi.

Gli ascolti che ci appaiono “ragionati” nascondono spesso una sudditanza degli stati emotivi. delle nostre fissazioni per la coerenza ad un “genere”. Dietro le nostre proiezioni si nasconde spesso tutt’altro.  E’ importante ascoltare un po’ di tutto ciò che ci appare abbia comunque un valore! O essere curiosi di ciò che ascoltano con ostinazione. Da Glenn Gould al punk e soprattutto  il post-punk per il quale confesso aver un debole. E’ nostro dovere di eventuali educatori, ascoltare quel che ascoltano i ragazzi o i vicini di casa. Ascoltare insomma quel che passa il convento!

A volte gli algoritmi ci sorprendono catapultandoci in ascolti non ragionati, che appaiono casuali… basta seguirli per sentirsi…

Ciucci nella musica!

Quelle che seguono sono pertanto le indicazioni, le tracce dei miei passi nell’esercizio di tale condizione!

Il primo scoglio l’ho incontrato mentre cercavo una immagine che illustrasse un ciuccio nella musica ed ho trovato soltanto il ciuccio nel senso del succhiotto. Buona anche questa ma poi

 

Ho trovato una buona mediazione in quella che ho posto come immagine di questa pagina

Ma quel che mi premeva l’ho trovato per altra via e mi son lasciato condurre a percorrerla. Mi interessava proprio l’uomo e l’asino!

E inaspettatamente l’algoritmo ha capito che cercavo l’uomo e l’asino mi ha fatto un dono straordinario.. siete disposti a scoprirlo con me… non è un ascolto facile ma ci si può provare…

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Bene, se siete persone ragionevoli, come pensavo di essere io prima di questo ascolto, proverete la preziosa condizione di essere Ciucci nella musica!

Verrebbe da pensare: se non diventerete bambini (che non è rimbambire!!!) non potete entrare nel regno dei Cieli!

Allora, se già non conoscete la posta in gioco di questo ascolto, se vi sentite come mi auguro Ciucci nella musica, possiamo cercare lumi in questa preziosa altra paginetta!

Gli algoritmi sono diabolici ma non sono scemi. Come dire: la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!!!

 

Monti di Mola

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Se la percorreremo diligentemente troveremo nelle ultime righe ciò che stiamo cercando: Il matrimonio tra l’uomo e l’asino!

Spero che a questo scenda in campo l’invitata Laura Branchini!

La mia parte l’ho fatta!

Con i migliori auguri di buone notti sante vi lascio questa perla per intero

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Questo album confesso di averlo ascoltato meno del precedente “creuza de mar” e del seguente “Anime salve”.

Un gioiello tra due altri gioielli. Godiamocelo nelle notti sante!

 

 

 

 

 

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