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Labirinti all’ IKEA

Ikea - Labirinti

Se vivete nella convinzione di esservi perduti, venite all’IKEA.
Comprenderete che la vostra perdizione è un gioco per ragazzi.
Solo in un luogo così potrete davvero perdervi.
Grazie all’opera di questi architetti di labirinti.
Grazie alla solerzia di queste seducenti Arianne che vi accompagnernno attraverso il labirinto, lungo un intricato percorso.
Giù fino alle casse.

Il labirinto è la casa, la cattedrale del desiderio.
Per i Greci, al confronto, il labirinto era una capanna tiepida. Come la camera del desiderio.
Ma il Baltico non è il Mediterraneo. Non è il mare di mezzo. È il mare estremo che porta il desiderio ad esplodere nelle vene. Con i Vichinghi non si scherza.

Una volta sola in vita mia sono stato a Stoccolma e la mia impressione è stata una sola e molto chiara. Questa umanità riesce ad avere contemporaneamente la testa più in cielo e i piedi più per terra.

Singolare talento. Inaccessibile agli anemici mediterranei per cui l’esercizio dell’intelletto richiede il disinteresse mondano del filosofo.
Per vivere in cielo rischiano di perdere i piedi per terra.

Ma se i piedi sono più piantati per terra, nella mente fresca sfavilla il colore e i fiori, nel solstizio d’estate, esplodono in forma e colore sconosciuti alla dolcezza della natura di un clima temperato.

E son fiori potenti, la cui immagine si imprime sulla tappezzeria e sulle lenzuola.
Il colore investe oggetti che non eravamo pronti ad immaginare di un colore più intenso di quello che la natura temperata suggerisce ad un animo pigro. A una vita tranquilla in un ambiente confortevole.
L’unica tragedia è l’irruzione della pulsione. I sentimenti inesorabili dell’animo umano. La croce biografica. La passione che non risparmia e non perdona.

Ma se per qualcosa di quest’ordine  avete la sensazione di esservi perduto, ripeto, venite all’IKEA e scoprite che a tutto c’è una soluzione.
Una coppia che decide felicemente di convolare a convivenza.
Un bambino che arriva. Un altro che cresce.
Un nonno che viene e che va. O che è meglio indirizzare ad una casa di riposo. I ragazzi hanno bisogno più spazio.

E anche in quella cameretta  le cose possono essere stipate meglio.
Sembra che non ci stia più niente invece, se le sistemi bene ce ne stanno ancora.
Puoi continuare a desiderare. Quindi a comprare. Il reparto successivo già offre ottimi spunti.

Ikea

Non ci volevo proprio andare, l’altro giorno all’IKEA, eppure alla fine mi sono divertito.
E non vi dirò ancora perché ci sono andato.
Mi fermo qui.
Potrei continuare solo a condizione che IKEA mi offra un buono da almeno 200 Euro.
Potrei continuare ad offrirle una elegia tanto competente e commossa.

Mi fermo qui, ricordando la considerazione che un filosofo contemporaneo, Francesca Rigotti, memorabile per la sua “Filosofia delle piccole cose” che ha regalato alla rivista della COOP nella Svizzera italiana.
Ci faceva notare che non c’è nulla di più prossimo alla definizione classica di Agorà ,nell’antica Grecia dei filosofi, dell’idea contemporanea di centro commerciale.
Se il centro commerciale è una agorà, l’IKEA è il labirinto di Teseo. Il labirinto del desiderio che, guidato dal filo della sapiente Arianna, ci conduce felicemente alle casse.

[message_box color=”red”]Dedico questa paginetta alla mia collega Claudia Baracchi. Come me è analista biografica ad orientamento filosofico ma ben più di me è filosofo e ricercatrice in diversi ambiti non banali. 
Ascoltando una sua conversazione, ieri sera, mi sono determinato a pubblicare questo mio bozzetto umoristico che è davvero poca cosa rispetto a quanto lei è in grado di raccontare ma, per ogni cosa, anche oltre una certa età, o soprattutto allora, occorre muoversi a piccoli passi.[/message_box]

5 pensieri su “Labirinti all’ IKEA

    1. Proprio pochi minuti fa, da Twitter, ho intercettato un video pubblicitario che sembra fatto apposta ma…. nessuno mi ha ancora contattato per il buono richiesto e…. non intendo fargli pubblicità a buon mercato!
      Ora vedo se riesco a condividerlo!

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