Biografia umanaNella curva del tempo

Così offriremo i nostri occhi al mondo (parte seconda)

Grunewald Christ

Grunewald ChristLa conoscenza e la condivisione con Massimo e AnnaKatia di interessi comuni è diventata presto una amicizia che ci ha portato a trascorrere insieme il capodanno in un posto davvero suggestivo. Il Crotto Rosa da cui vi sto scrivendo, dopo una cenetta terapeutica con le famiglie Mottana e Bonacina a cui dedico, insieme a Massimo ed AnnaKatia, questa paginetta.

Da un Capodanno all’altro. Come ricordo quel punto di piazzale Aquileia a Milano in cui sono stato trafitto dal recitativo di Alan Stivell, così non posso dimenticare la discesa dall’auto nella notte di Capodanno davanti a casa di Massimo, qui al Crotto Rosa sulle prime pendici di Erba Alta. Quel presepe di panorama equanimemente distribuito tra il campanile romanico e la sagoma imponente di un cementificio, a portare il vessillo dell’operosa Brianza.

Gli occhi malinconici, ma benevoli dei due laghetti di Pusiano e di Alserio. Per quello del Segrino occorre svoltare l’angolo. E si accede al mondo di Carlo Emilio Gadda. E su, verso Asso, Canzo e Caglio, luoghi di villeggiatura infantile.

Quanti presagi in quella commozione! La musica celtica con flauto e chitarra in casa di Massimo.  E poi il brindisi in casa Mottana, al piano di sopra. Il DJ Abin (DJ per passione, ingegnere alla NASA  per professione) non ha dubbi sulla prima cover del 2011: “La mia banda suona rock”.

E rock sia. Capii che non c’era scampo. Il destino imboccava una curva. E curva sia!

La curva del tempo, la vertigine del tempo. Per me non sono solo slogans. Sono tentativi di descrivere l’ebbrezza dell’esistenza dopo la curva parabolica degli over50anni. Della terza età, se volete.

In quelle ore, sebbene io lo ignorassi, all’ultimo piano viveva con la sua carrozzina, nonna Raffaella. La mamma di Marco Mottana. Quanto assomigliava alla mia di mamma!

Ora la nonna non c’è più, ma una carrozzina c’è ancora: la mia ed io passeggio intorno al cedro del Crotto Rosa, contemplando quanto siano instabili le mie convinzioni.  Risibili i miei propositi.

Mai più una seconda casa. La mia condizione non permette…. Chissà se volevo convincere gli altri o me stesso! Diffidiamo dei nostri propositi!

Se una cosa penso di poter mostrare, mostrare, non insegnare, è  quanto nessuno sappia ciò che vuole. Quanto nessuno possa conoscere il proprio destino. Per questo invoco la curva e la vertigine del tempo.

Ma è ora di tornare al filo del discorso. Che ci vado a fare io nelle terre di Artù, nel Devon di Stonehenge? Io che a mala pena so qualcosa dei Keltoi, dei Celti. Io che non ho mai amato il fantasy… Dove sto andando con il Signore degli Anelli nella borsa?

E che ci faccio io in questa meraviglia di Crotto Rosa? Qualcosa che non so se definire il miglior esito di una comunità alternativo hippy, naturopatico e ayurvedico, una villa Rinascimentale, il tutto condito con un pizzico di ellenismo. Filosofia, magia, antroposofia, pedagoghi, incantatori di serpenti, mangiafuoco, commercianti, terapeuti e un individuo improbabile come il sottoscritto.

Voglio essere sincero: non ho la più pallida idea di dove e perchè andrò . Mi fa anche paura il viaggio. Domani attraverseremo, con Massimo e AnnaKatia l’Europa con la mia amata Citroen.

Faremo tappa a Colmar, a contemplare il trittico di Grünewald, quella poderosa immagine di un Risorto con il volto di un uomo Celtico.

Un dipinto a cui si attribuiscono qualità terapeutiche in quel cuore dell’Europa che vede a distanza di poche decine di chilometri la sorgente di due grandi fiumi. Il Reno, che da quel cuore pulsa le sue acque verso il mare del Nord, e il Danubio che, avvolgendo e inseguendo docilmente tutte le anse incantate della Mitteleuropa, pulsa acqua verso il mar Nero, giù verso il Medioriente. Vertigine dell’Europa! Quanto Nera quella Foresta!

Ma, ancora, che c’entro io con tutto questo? Mi vien la vertigine solo a pensare di partire. Scrivo questa paginetta per cercar di curare questa vertigine.

La risposta è in fondo semplice. Seguo il mio caro e giovane amico Massimo Cerra, seguo quei mattacchioni di KeltoiRadio.

Leggete cosa ne scrive Massimo

 È meglio che sia un vecchio maestro ad inseguire un giovane studente, divenuto nel frattempo maestro a Lugano, che non il contrario.

Lo spirito di questa convinzione l’ho già espresso in Elogio della giovinezza.

Non so se vado davvero nella Britannia Celtica o se semplicemente imprimo un altro giro alla spirale della curva del mio tempo. Perfeziono la mia vertigine per portarla a divenire sublime. Ad un punto di non ritorno.

Io invece tornerò. Può darsi che scriva dal viaggio col mio iPad.

Ho promesso alla mia amata editor (altra giovane che cerco di seguire devotamente) di scrivere posts più brevi e…. Questo non lo posso misurare perchè ignoro la collocazione dell’opzione “conteggio caratteri” in iPad.

Vi sorrido con tutto il cuore. Accolgo i buoni pensieri che mi indirizzerete per guarire la mia vertigine. Sono un po’ stanco ma ce la posso fare. Vedrete!

3 pensieri su “Così offriremo i nostri occhi al mondo (parte seconda)

  1. “…tentativi di descrivere l’ebbrezza dell’esistenza dopo la curva parabolica dei 50….””La curva del tempo,la vertigine del tempo…”Io vivo tutte queste sensazioni e lucidamente evito di correre insieme al Tempo,tenendomi stretta ad una immaginaria “carrozzina”.Sono davvero stupida.!

  2. Caro Francesco,
    solo ora scopro questo tuo bellissimo sito, e questo scritta con un riferimento ad un certo DJ Abin….
    Ma si fa una bella festa di capodanno, o no ? Cosa dicono i Mottana ?
    Un abbraccio e a presto,
    Andrea

    1. Lo spero con tutto il cuore, caro Andrea, alias DJ Abin! Non ho alcuna ragione per adulare o far complimenti a nessuno. Ti assicuro che quello a cui mi riferivo è stato il Capodanno più bello in 61 anni. Quello che tu hai stappato con quella certa versione di “La mia banda suona rock”!
      O forse non mi son mai divertito a Capodanno in vita mia!
      Ma devo dire anche che alla fine di questo incredibile anno mi sento stremato come poche altre volte.
      Nascono quindi un paio di domande.
      Mica tutti i capodanno potranno essere così!
      Non dobbiamo pretenderlo.
      E poi lo reggeremmo?
      Rilke parla di angeli tanto sublimi da annichilirci!
      Certo per quest’anno, ricchi della esperienza precedente partiamo con una marcia in più.
      Spero proprio di passarlo ancora insieme a te e ai Mottana nell’amatissimo Crotto Rosa di Erba.
      Vendiamo quello che si può fare!
      Grazie dell’attenzione!

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