Biografia umanaSeminari e conferenze

Contraddizioni d’autore

Metamorfosi della relazione padre figlio - Francesco Pazienza

Nei prossimi giorni, come annunciato, presenterò il mio libro nell’ambito della manifestazione Book-City a Milano.
Sono sicuro che molti lettori non-milanesi accoglierebbero il mio invito a parteciparvi ed io li saluterei con gioia ma non è possibile.
Così, rivolgendomi proprio a loro, anticiperei le mie sensazioni prima dell’evento.
La prossima settimana, con una nuova pagina riporterò l’essenziale della mia presentazione.

In diversi momenti del lavoro che mi ha portato a pubblicare il libro mi sono chiesto se, nella mia strategia di marketing assai rudimentale, pensassi al libro per promuovere il sito o viceversa.
A voi, pazienti lettori del sito confiderò che propendo per la prima ipotesi.

Mi piacerebbe che la pubblicazione del libro promuovesse l’avvento di nuovi lettori qui. Non me ne vorrà l’amico editore.
Non fosse altro che per il semplice motivo che l’idea di quel libro è stata concepita quindici anni fa.

Ieri sera una cara amica e collega ha promosso il libro facendo riferimento, su Facebook a me come autore delle paginette della domenica.
Ai lettori provenienti FB le propongo così perché, in fondo, mi sento un modesto scrittore della domenica!
Mi sono accorto allora che il mio libro conta più di cento pagine. Tra queste cento però rischierebbero di non esserci paginette.

Infatti ho imparato a scriverle diversi anni dopo. Da quando parlo al vento e scrivo sulle nuvole. Da che sono qui.
Ma posso rassicurare gli amanti delle paginette anticipando che nel momento della revisione finale, tra le cento pagine ho fatto scivolare qualche nuova paginetta.

Sono riuscito, ad esempio, in un libro di tenore abbastanza serio, a fare riferimenti ai Beatles e ai Rolling Stones, alla tragedia di Brian Jones e altre rock-star. Anche l’amato Bob Dylan è chiamato in causa. Il capitolo dedicato al principe Amleto reca come sottotitolo un suo verso. “Lungo le torri di guardia i principi stavano allerta!”. Vi fa apparizione veloce anche Caetano Veloso e la sua nozione di “in-eleganza discreta” (Sampa).

Ma, avvicinandomi a questo esempio sono incuriosito dalla contemplazione delle contraddizioni del mio comportamento. Inutile ricordare che son autore di un elogio della contraddizione.
L’esplorazione delle contraddizioni è uno dei miglior lieviti del lavoro biografico. Affinché l’autobiografia non sia compiacimento di sé.

La prima contraddizione nasce dalla circostanza che, nel giro di poche ore, nel giugno scorso, ho saputo che per la presentazione del libro avrei dovuto avvalermi della presenza di qualcun altro, magari più autorevole di me, che presentasse insieme a me il libro.
Mi è venuta qualche idea e ho cercato di perseguirla ma non è andata a buon fine.

Così mi sono determinato con grande disinvoltura a presentare il libro da solo.
Qualcosa infondo a me, ma non solo, mi diceva che poteva trattarsi di un gesto “politicamente scorretto”. Non ci si presenta da soli.
E proprio io avrei dovuto ben sapere che il vero riconoscimento di sé non può nascere che dal rispecchiamento nello sguardo dell’altro. Qualcosa che ho cercato di esplicitare in una pagina che amo particolarmente. Quella dedicata al Battesimo sul Giordano.

Solo mentre scrivo queste parole (che rumino da giugno) mi rendo conto che in realtà il presentare il libro da solo non significa sottrarsi al rispecchiamento nello sguardo dell’altro ma semplicemente sottrarsi al rispecchiamento nello sguardo di quello che, in ambito universitario, è chiamato come il relatore (e/o contro-relatore) della tesi.
Scelgo allora con raddoppiata convinzione di rispecchiarmi direttamente nello sguardo del paziente lettore. Senza intermediazione di alcun professore. Come del resto faccio da sempre.
Qualcuno ha paura a presentarsi da solo. Altri lo vivono con sollievo. Forse, semplicemente, appartengo alla seconda categoria!
Forse grazie a questa scelta, l’ho appreso con gioia ieri sera, Romano Madera mi presenterà brevemente. Mi sembra un buon premio per la mia scelta. E ne sono onorato!

Ma una seconda, altrettanto gustosa contraddizione, rilevo nel mio comportamento sorprendendomi a fare esattamente la stessa cosa che, in colloqui privati, ho sconsigliato a chi mi chiedesse aiuto in proposito.
Mi è capitato spesso di interloquire con artisti o scrittori che vivessero l’ansia per la inaugurazione di una propria mostra o della pubblicazione di una propria opera.
Io, con sincera convinzione, ho detto loro (e il consiglio pare abbia funzionato) che ormai loro avevano compiuto l’opera e potevano e dovevano tacere.
Spetta ai critici, ai galleristi o agli editori parlarne. Loro son fatti per questo. Anche perché le male lingue da sempre garantiscono che tra i critici han trovato posto molti artisti frustrati e falliti. Non sparo alle ambulanze e non commento la cosa. Semplicemente vox populi!

Il problema è che, ammesso che qualcuno sia interessato a leggere il mio libro e a presentarlo, circostanza tutta da verificare, io preferisco fare da solo.
Mi viene in mente un’altra circostanza analoga.
Quando insegnavo storia delle religioni ai liceali della scuola “Steiner” di Lugano, ero terrorizzato dal fatto che gli studenti trascrivessero le mie lezioni e le facessero circolare.
La storia delle religioni è materia scivolosa in paesi cattolici. Basta un accento, una virgola spostata e si offende la chiesa cattolica, la fede mussulmana o la sensibilità degli ebrei.
In quella occasione mi ero determinato al disagio (peraltro proficuo) di trascrivere io stesso le lezioni e renderle disponibili in dispensa.
Dispense che dormono nel ventre del mio computer. Chissà che prima o poi non riappaiano come secondo o terzo libro…

Di questo ed altro è capace colui che predica l’arrendersi al rispecchiamento nello sguardo dell’altro.
Le conclusioni sono molto semplici.

Diffidate di chiunque predichi.

Non fidatevi mai dei consigli di nessuno.
Tanto meno dei miei.

Ho già spiegato perché.
Perché quando faccio così non mi sopporto!

P.S. Prima di concludere la stesura di questa paginetta ho ricevuto il resoconto di un cronista anonimo. Non so nemmeno per quale testata lavori.
Forse uno di quei giornaletti da strapazzo che regalano nei metrò a Milano.
Non so dirvi di più.
Comunque dice!

[quote align=”center” color=”#999999″]Malgrado la città sia mezzo allagata (scorrono cascate d’acqua alla stazione Garibaldi), Lambro e Seveso esondati, malgrado non sia ancora confermata la partecipazione della coppia Nicole Minetti-Rocco Siffredi ad un prossimo reality show, in città si parla d’altro:
Pazienza sta per pubblicare il suo libro a Frigoriferi Milanesi.[/quote]

Ma no, cosa avete capito…. Frigoriferi Milanesi è la struttura del vecchio Palazzo del Ghiaccio ristrutturata e diventata un centro congressi.
Quindi potete venire senza passamontagna e abbigliamento da sport invernali!
Via Piranesi 10.
Domenica 16 ore 16.

2 pensieri su “Contraddizioni d’autore

  1. Mi piacerebbe un confronto tra lei e me, un’opportunità per me di crescita. Un dialogo sereno tra “colleghi” in un certo senso, io sono analista da meno tempo, indirizzata ad una metodologia da me elaborata la D.C.P.A. dopo tantissimi anni di studi, ricerche ed esperienze. Sono anche monaco laico buddhista Mahayana da circa 15 anni.Con lei condivido non solo la scelta di lavoro ma anche la passione per la scrittura.
    Sarebbe un grande piacere poter avere del tempo per un dialogo a mente e cuore aperti.
    Cordiali saluti
    Romana

    1. Cara Romana
      Innanzi tutto mi scuso per il ritardo ma di questo commento non mi è arrivata la notifica come avviene di solito.
      Anche se in quei giorni ero molto assorbito dalla pubblicazione del libro, spulciando la posta non ne ho trovato traccia.
      Credo sia stato un problema inerente alla casella del sito (Aruba).
      Invece sono molto lieto di confrontarmi con lei.
      Mi aiuti a capire in che modo possa avvenire.
      Pensa allo scritto? Ad incontri come accennava tra “colleghi”?
      Se preferisce può scrivermi anche privatamente alla casella presente nel sito (info@francescopazienza.it)
      Lieto di aver suscitato il suo interesse e, come sempre, grazie dell’attenzione!

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