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L’enigma del desiderio

L'enigma del desiderio
Colloquio sull’enigma del desiderio
D. Perchè nelle ultime paginette tanta insistenza sulla psicanalisi e cosa c’entra la psicanalisi con il fuoco e con il fumo?
R. Mah, il nesso tra fumo e fuoco è intuitivo. Uno dovrebbe essere il segno dell’altro. Che ci sia fumo farebbe pensare che ci sia fuoco. Anche se in qualche caso, come ho cercato di mostrare parlando del fumo di smog la cosa non appare così evidente. Siamo abituati allo smog che sembra appunto il fumo di un fuoco nascosto. Minaccioso, insidioso. Di cui comunque non siam coscienti.
Quanto al Desiderio è stato pensato da sempre come un fuoco. La psicanalisi ha per oggetto il desiderio che si deve inventare l’inconscio per spiegarsi il fatto curioso che il desiderio si presenta sempre all’uomo come un enigma. Come un labirinto.
D. In che senso?
R. Ho iniziato questa riflessione un anno fa scrivendo Elogio della Contraddizione e l’ho proseguito poche settimane fa con Sapere ciò che si vuole.
E’ una progressione rispetto alla quale oggi sono pervenuto alla constatazione, prima che convinzione, che il Desiderio si presenti alla coscienza umana in forma di Enigma.
Se ho esortato a lasciar respirare le contraddizioni in noi è perché mi sono accorto di come l’uomo sia (s)colpito dal desiderio che spesso lo sorprende.
Il desiderio funziona in modo enigmatico.
Ci accorgiamo di desiderare qualcosa ma appena ci avviciniamo ad essa o crediamo di averla ottenuta ci accorgiamo che forse non era proprio quello che volevamo…
Oppure costruiamo la nostra biografia mossi da desideri, pulsioni di cui siamo più o meno coscienti. Che magari non smettimo mai di conoscere. Come non smettiamo mai di conoscere le persone con cui abbiamo a che fare.
G.B. Shaw dice: “ Non conosciamo nostra moglie, finchè non abbiamo divorziato da lei!”
Ma Giordano Bruno era colpevole tra l’altro di aver pensato che che possiamo conoscere solo ciò che amiamo. Che amore (mosso dal desiderio) e conoscenza nascono da una pianta comune.
Proust capovolge ancora la questione al punto di sostenere che il desiderio addirittura ci allontana dalla cose che diciamo di desiderare.
Ecco perchè possiamo elogiare la contraddizione in cui ci trascina il desiderio.
Le tre precedenti preposizioni, a mio avviso, sono tutte vere!
Ma se, ciascuno a modo proprio, non proviamo a risolvere l’enigma o non troviamo l’uscita da questo labirinto siamo divorati dal fuoco o dal Minotauro.
E su questo Enigma è fondata la cultura europea, a partire da i greci antichi.
Sul frontone del tempio era scolpito l’enigma degli enigmi. L’esortazione a scioglierlo: “Conosci te stesso!”. Aggiungerei io: vedendotela con il fuoco del desiderio che ti spinge qua e là. Che rischia di bruciacchiarti le ali. O i piedi, come il povero Pinocchio.
Ciò per me è più enigmatico è invece il ritrovarmi a parlare della psicanalisi. Non ne parlavo da anni. Forse più di vent’anni.
Ho svolto un percorso, per dirla nel linguaggio di Dylan, “NO DIRECTION HOME”: un percorso contrario a quello di Ulisse.
A furia di cercare la fuga da casa sono stato premiato col ritrovarmi agevolmente e comodamente a casa.
D. Questo fuoco del desiderio è anche quello di cui si parla nel Buddismo?

Direi di si ma… riprenderemo il discorso.

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