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Perché tengo un corso di scrittura creativa?

Corso di scrittura creativa

Perché tengo il primo corso di scrittura creativa?

Perché di questi corsi ne ho frequentati più d’uno ma non ne sono mai rimasto soddisfatto del tutto.

Qualcuna delle mie paginette è nata in quell’occasione (Quaderno d’accidia)

Ci sono romanzi di giovani autori che si capisce bene essere  stati scritti secondo i dettami dei corsi di scrittura creativa.

Corsi più o meno convergenti verso un unico modello.

Modello inesorabilmente attinto alla narrativa americana contemporanea.Tradizione di tutto rispetto.L’Europa però vi appare capovolta e riflessa come in uno specchio collocato oltre-oceano. Va benissimo ma non è questo che voglio.

Quasi tutti i corsi vertono sulla narrativa o sulla scrittura del diario. Troppo letterari o troppo psicologici. Nessuna di queste vie mi è mai riuscito di percorrere fino in fondo.

Continuamente in bilico tra loro, trovo la confessione nel guardarmi dall’esterno e raccontarmi. Raccontarmi non come “io” ma come “altro”.

Nella mia intimità e nella mia memoria, trovo quegli spunti che come direbbe Adorno (non chiedetemi dove, forse “Minima Moralia”) vanno trasformati in teoria.

Occorre de-strutturare le ambizioni e i progetti che abitano nella testa per incontrare il flusso della parola che pulsa nel cuore e irradia come nelle nostre vene. Ci sono versi di Marina Cvetaeva indimenticabili in proposito (vedi in particolare “Il tavolo”).

Penso che un corso di scrittura debba togliere piuttosto che aggiungere. De-costruire. Il linguaggio, la frase, abita già in noi. Oppure non è vero che “in principio era il Verbo”. Cosa che invece sono propenso a pensare, senza farne Credo o Atto di Fede.

Prepararsi a scrivere significa de-costuirci. De-strutturarci!

Lasciare andare la voglia di scrivere un libro. Fantasia che copre spesso l’ambizione a parlare come un libro stampato.

Come ho cercato di suggerire nella locandina:

SCRIVERE COME UN LIBRO STAMPATO?

NOOOOOOOOOOO!

SCRIVERE PER SCOPRIRE SE’ STESSI.

Il tutto in un contesto che sto preparando in forma giocosa.

Non è richiesto nessun requisito culturale o di precedenti esperienze creative.

La parola scorga dal cuore di tutti e pulsa nelle vene di ogni corpo. Importante solo trovare la vena.

Questo sì è l’obbiettivo del lavoro.

IL tutto averrà in una giornata costellata di altre iniziativi il quella villa rinascimentale (in molti vi stiamo rinascendo) che comincia a diventare il Crotto Rosa di Erba.

Dopo il nostro lavoro avremo l’inaugurazione di una mostra di Arianna Ianua a cui tengo molto e a cui vi invito con calore. L’ambientazione musicale e il concerto serale di musica celtica sarà a cura degli amici del Gruppo Dun Mor,

Spero ci si possa incontrare e salutare prima dell’estate!

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