Psicanalisi

Doctor House

Doctor House

Prof. Francesco Federico Wolfango, perché ama in modo così viscerale le vicende ed il personaggio del doctor House?
Le risposte potrebbero essere molte. Perché assomiglia fisicamente e mentalmente al mio filosofo preferito.

Lei ha anche un filosofo preferito, non solo il cantante e l’attore, il ciclista o la soubrette…..?! Ha anche le biglie e la figurina, il poster in camera sua?
Non scherziamo…. considero Wittgenstein il Socrate dell’epoca post-moderna.

Ah, beh, allora non scherzerò più, lo prometto!
Non prometta, mi rende isterico! Ricordi che sono anche un fine esegeta del Pinocchio di Collodi! La rovina di Pinocchio non sono  state le bugie ma le promesse. I buoni propositi. Comunque il dr. House ha la stessa faccia, pensa come Wittgenstein e cammina come il suo unico vero discepolo: Paul Feyerabend.

Ma anche lei, professore, cammina così…. forse un po’ peggio ma… ci può stare!
Dica piuttosto che io ne sono la caricatura…. E non è comunque questo che interessa, anche se il pensiero di Feyerabend ha dei tratti caratteristici… dell’uomo affetto da neuro-lesione spinale come me….

Quali tratti, professore?
Non siamo qui per parlare di questo e lei comunque è troppo curioso.  Invadente!

Ma… me lo ha appena detto… Ha sollevato lei la questione!
Siamo qui per parlare del Doctor House e, se non mi avesse interrotto col le sue curiosità, le avrei già spiegato che amo il doctor House perché costituisce il mio opposto ma è anche l’oggetto del mio desiderio. Essere come lui è forse il mio sogno proibito. Ne sono terribilmente invidioso!

Perché?
Dio mio, ma agli intervistatori bisogna spiegare proprio tutto! Il doctor House ritiene che tutti mentano. Si sente legittimato a concludere che il colloquio col paziente sia inutile. Le pare che io possa permettermi tutto questo facendo lo strizzacervelli?

Non mi faccia così ingenuo professore!  Non sono né ingenuo né tarlucco e la conosco bene! So invece che anche lei pensa che tutti mentano…. e…
È vero, non posso negarlo. A volte persino gli intervistatori hanno lampi di intuizione. Vorrei poter dire che il  doctor House è il mio antitipo. Anch’io penso che tutti mentano. Io però non faccio altro che ascoltare i pazienti e parlare con loro. Le sembra trascurabile come differenza?

Si, è vero, ma, dica la verità, Lei davvero ascolta tutte quelle parole? Lei forse ascolta……
È vero, ascolto la musica perché anch’io, come il doctor House sono un musicista dilettante. Forse un musicista mancato. Si, lo confesso. Spesso mi distraggo dalle loro parole perché penso anch’io che tutti mentano. Ascolto la musica. Non le parole!

Che differenza c’è? Che cosa intende per parole e musica nel discorso di un paziente?
Mi tocca spiegarle anche questo… Le parole sono la lettera, la musica è lo spirito. E la musica esprime il desiderio. Si possono dire tante cose e desiderarne altre. In questo senso il dr. House ha ragione a voler prescindere dal colloquio. A me non è data questa possibilità. Un medico può by-passare il colloquio, l’anamnesi, con la lettura degli esami clinici. O meglio, con l’intuito, la visione  immaginativa che li attraversa. In verità li interpreta. Nessuno psicanalista crede più di tanto ai tests che comunque non fanno parte dei suoi strumenti tipici.

Ma anche Lei, professore, by-passa il colloquio, me lo ha detto lei, ascolta la musica e credo faccia bene.
Non scriva questo. E pensi piuttosto se fosse lei a sdraiarsi sul mio divano. Non le farebbe piacere sapere che non ascolto le sue parole. Sapere che non credo al suo racconto.

Professore, abbia più fiducia nel prossimo. Non sono tutti dei tarlucchi. Non pensa che in fondo molti vengano da lei proprio per essere liberati dai loro racconti, dalle loro parole. Forse inconsciamente aspettano proprio che qualcuno ascolti la loro musica. La scopra e la arrangi. Una melodia insperata. Non sanno nemmeno di averla.
Caro amico ora devo proprio lasciarla.

Ma come, professore, proprio ora che il discorso cominciava a cantare.

Ne riparleremo, caro amico, ora non ho proprio tempo! Voglia scusarmi.

Sono lieto che lei mi chiami “caro amico”. All’inizio ero solo un intervistatore petulante e curioso. Attendo che abbia voglia di riprendere la nostra cantata! Arrivederla!

Un pensiero su “Doctor House

  1. Mi piace l'articolo, prima di iniziare la mia giornata mi ha offerto interessanti spunti di riflessione: 1) tutti mentiamo; 2) quando incontriamo qualcuno possiamo ascoltare le parole oppure, anche se non siamo psicanalisti, possiamo imparare ad ascoltare la musica; 3) la rovina di pinocchio non furono le bugie ma le promesse. D'ora in poi non prometto più!  Ops ma ho appena promesso!!! ahhhh !!!! Coincidenza… oggi avrò sicuramente modo di sviluppare ciascun punto. Il che rende la giornata ancora più interessante!!! Buon we.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *