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Biografia e Mito-Biografia alla luce dell’Antroposofia steineriana

Mitobiografia

Care e cari,
ho concluso la pagina precedente permettendomi di mandare tutti a fare un bagno!
L’etica che mi sorregge da sempre implica il fatto che io provi e continui a provare su me stesso quanto consiglio ad altri.

Così mi trovo diligentemente immerso nella acque termali di Roncegno (a fare un bagno ci vado per primo!) e da questa postazione privilegiata vi annuncio il prossimo appuntamento che mi vede attore.

[message_box title=”Mercoledì 02 Dicembre 2015 – ore 17.30-19.30″ color=”red”]

parlerò ancora di Rudolf Steiner e della Antroposofia in relazione al lavoro biografico presso i Seminari Aperti di Pratiche Filosofiche di Milano.

Parlerò di Biografia e Mito-Biografia alla luce dell’Antroposofia steineriana”

L’appuntamento è all’ Università di Milano-Bicocca
Aula Polivalente – U6 – 4°Piano
Piazza dell’Ateneo nuovo [/message_box]

Vi offro quindi qualche considerazione introduttiva in proposito.

La mito-biografia e l’antroposofia

Gli amici e compagni di strada di Philo, da molti anni e per un percorso differente dal mio, hanno avanzato la proposta del lavoro biografico.
Curiosi di un approccio in parte differente, mi hanno invitato a parlare di questo.

Il mio primo approccio al lavoro biografico è venuto proprio dall’Antroposofia. Ma conoscevo da tempo le indicazioni di James Hillman e di Ernst Bernhardt.
In loro il riferimento alla visione biografica costituiva per me una sorta di contrappeso allo sforzo promosso dalla psicanalisi, della psicologia del profondo junghiana in particolare.

Parlare di biografia allora significa riconoscere che se, per un verso la psicanalisi (con la sua talking-cure, la sua cura-parlando) offre una via regia alla ricostruzione biografica, per altro verso, la biografia, un po’ come un seme da cui nasce una pianta, un fiore, un frutto, custodisce una sua organicità.

Chiama ad una lettura di insieme degli accadimenti biografici. Non solo all’analisi di ciascuno.

La biografia non è solo la sequela dei ricordi di accadimenti di un esser umano nella sua esistenza ma custodisce nel suo seme una immagine, l’immagine di un processo evolutivo futuro. Si dispiegherà nel tempo e potrà essere facilitato o ostacolato dalle “condizioni del tempo” ma contiene all’origine una sua potenziale immagine complessiva.

Famosa, in proposito, l’osservazione secondo cui della grandezza creativa del genio di Mozart facciano parte anche le sue turbe infantili o irrequietezze pre-adolescenziali. Amadeus le porta con sé in tutto il resto della propria biografia, sottraendole all’ eventuale zelo terapeutico dell’anima buona di uno psicanalista.
Verrebbe da pensare che se avessimo “normalizzato” le turbe infantili di Mozart avremmo perso la sua opera immortale. Quella sua capacità di “turbare” appunto la coscienza degli adulti compostamente convenuti in un salotto ad ascoltare un concerto.

Rudolf Steiner
Rudolf Steiner

Il lavoro biografico e Rudolf Steiner

Le asperità biografiche possono così essere temperate e plasmate dal lavoro artistico o qualcosa che ci assomigli. Ciò che in seguito è stato concepito come terapia artistica e che ha avuto un notevole impulso negli ultimi decenni.
Riconoscendo questo, riconosciamo il valore pionieristico dell’opera di Rudolf Steiner che,  dal fondo dei primi decenni del XX secolo, ha avanzato l’idea di impiegare l’esercizio dell’arte nella cura dell’anima. Il lavoro biografico, appunto.

Su queste ed altre questioni verrò mercoledì  prossimo a conversare con chi volesse essere coinvolto e lo possa, naturalmente!

Ricordo infine che questo evento avverrà nell’ambito della anticipazione e promozione di una nuova proposta, all’insegna della Mito-biografia che sta per prendere forma e di cui vi parlerò ancora nei prossimi mesi.

L’immagine di copertina che ho scelto richiede forse una spiegazione.
Si tratta di un particolare dalla costruzione che potete visitare sulla collina di Dornach, a pochi chilometri dal centro della Basilea di Nietzsche e di Jung. Costituisce il centro mondiale del movimento antroposofico.

Da quelle parti è trapassato Rudolf Steiner nella primavera 1925, dopo aver concepito il modello plastico di questo edificio. La storia sarebbe lunga e suggestiva ma ve la racconterò un’altra volta.
L’edificio è comunemente chiamato Goetheanum.
Perché vi offro l’immagine di un edificio?
Perché non trovo nessuna metafora più eloquente per il lavoro biografico che la costruzione di un edificio.

Buon cammino verso l’Avvento. Ancora pochi passi!