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La bottega del caffè

La bottega del caffè
 Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare.
Walter Benjamin, Infanzia berlinese
Il viaggiatore perso nella periferia di Bassano del Grappa non ha ancora imparato a smarrirsi come in una foresta.

La periferia industriale assomiglia più ad un deserto.

Decide di fermarsi. Necessita di  due cose: un caffé e qualche indicazione stradale per raggiungere Asolo. Che sarà stata anche la città del Bembo, ma nessun cartello stradale ne celebra la memoria a meno di 5 km dal suo centro. Ma questo lo scoprirà poi. Dopo la visita alla bottega del caffè.

Nella periferia di Bassano, in quel deserto curiosamente confortevole, non c’è distributore di benzina che non offra una bottega del caffè. Non come quella di Goldoni, una bottega come quelle che si trovano in Svizzera o Germania. Trovi caffé, sigarette, cioccolata, bibite giornali. Un piccolo autogrill, senza l’autostrada.

Cercare o farsi un caffé oggi è diventato un gesto relativamente banale, ma il caffé con la sua bottega attraversa la storia d’Europa da Giordano Bruno che lo beveva col miele (secondo Drewermann) a Goldoni fino ai fasti della prosa di George Steiner.

I parafulmini devono essere saldamente infissi nel terreno. Anche le idee più astratte e speculative devono essere ancorate nella realtà, nella materia delle cose. Che dire allora dell’idea dell’Europa?

L’Europa è i suoi caffé, quelli che i francesi chiamano cafés(…)

 George Steiner, Una certa idea d’Europa

La bottega del caffé è il midollo sociale e culturale europeo.

Ma un caffé è ciò che semplicemente cercava il viaggiatore smemorato che non trovava la via per Asolo. Ne ha trovato uno sublime. Una bottega ben illuminata adiacente ad un distributore. Era anche pasticceria. Ma di pasticci il nostro viaggiatore ne aveva combinati già abbastanza.

Il caffé lo serviva un giovane. Aveva il codino… doveva essere un angelo wendersiano.

Come un angelo ha poi spiegato conperizia e cortesia la strada per Asolo. Gli ha mostrato anche la carta.

Chissà se queste mie parole giungeranno mai in quel distributore ed in quel caffé.

L’angelo serviva un caffé di tipo europeo. In tazza grande. Ma non era la sciaqquetta d’oltr’Alpe.

Era davvero sublime. Grazie per quel caffè e quella indicazione! In fondo c’è qualcosa, nell’atto del commercio, che resiste all’economia, permane nella forma del dono (penso a M.Mauss). A volte bisogna saperlo vedere.

Un simile caffé può esser solo donato.

Il viaggiatore accetterebbe di ri-perdersi pur di ritrovare quel caffé.

Ma, occorre ricordarlo, non ci si perde mai due volte nello stesso modo! Chissà se ritroveremo quel caffè che, come l’angelo garantiva, era tostato ogni settimana di fresco…

Non ci resta che chiederci se ci siano a Bassano altri caffé in cui si possa leggere, lavorare alle carte e ai taccuini. Le redivive Moleskine di Chatwin. La cartoleria sarà un altro girone di un paradiso di cui si potrebbe parlare.

Di quella “bottega di caffè” non dispongo immagini. Gli angeli sono invisibili alle fotocamere. Propongo invece una immagine di uno storico caffè di Bassano. Potrebbe corrispondere al caffè europeo di cui parla George Steiner.

 

Bibliografia

l  Walter Beniamin, Infanzia berlinese, ed Einaudi

l  Carlo Goldoni, La bottega del caffè, commedia

l  Ewgen Drewermann, Giordano Bruno, ed Garzanti

l  George Steiner, Una certa idea d’Europa, ed Garzanti

l  Wim Wenders, Il cielo sopra berlino, film pubblicato in DVD

l  Marcel Mauss, Saggio sul dono, contenuto in: Teoria della Magia e altri saggi, Ed. Einaudi

 

P.S. In quale caffè potremo parlare di questi libri?

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