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Scrivanie in cielo e per terra

Scrivanie in cielo e per terra

Spesso parlo direttamente o indirettamente di meditazione.

Qualcuno dice che mettere in ordine la scrivania sia un ottimo esercizio di meditazione.
Ogni mattina prima di cominciare a lavorare.
Mettere in ordine la scrivania.
Io conosco diverse tecniche meditative. Diverse ne ho praticate. Posso dire di aver provato anche questa, qualche volta.
Mi costa molta difficoltà. Lo faccio raramente.
Mi si associa a qualcosa di remoto come il gioco del silenzio.
Spesso, da ragazzo, mi veniva proposto.
Proposto? Imposto! Intimato. Se non metti a posto la scrivania….
Che brutta storia.
Io per mille ragioni quell’esercizio non volevo farlo e lo faccio ancora malvolentieri.
Verso i trent’anni lo facevo raramente, ma con entusiasmo.
Mi esortavo a fare un raso-terra sulla scrivania, quasi mi rasassi il capo come un monaco zen.
Oggi è tutto più complicato anche perchè ho meno capelli e li porto sempre molto corti, come un monaco zen. E’ la scrivania ora che cresce come una chioma. Fiorisce come un giardino. A volte diventa una selva. Disboscare?
Nel disordine della scrivania e della casa in genere trovo memoria di molte delle cose che faccio. Mi affeziono alle tracce lasciate. Seguo i sassi di Pollicino.
Ma le cose che fan ancora disordine son quelle che avrei voluto fare. Quelle lasciate a metà. Quelle che aspirerei a fare. I sassolini che non portano a casa.
Qui in girone si fa stretto. Si rischia di soffocare. Manca il respiro. Ma basta solo un po’ di giusta compassione.
Occorre compassione per i propri difetti.
In questo caso primo tornaconto della compassione è che quando cerco oggetti non messi in ordine, li trovo. Forse, un po’ come i cani, seguo le tracce. Quando invece decido di mettere tutto a posto, soprattutto se assegno nuove sistemazioni alle cose… giusto per non lasciarle in giro… mi capita sistematicamente di dimenticare la nuova locazione.
Riesco a nasconderle abbastanza bene.
Gioco a nascondino da solo! A volte però cerco la complicità di un domestico o di un assistente. Sono i casi più fortunati. Loro han sempre più memoria di me. Ci credo, la cosa li riguarda poco!
Ma perchè tanta difficoltà?
Innanzi tutto io non ho più una scrivania.
Ho diversi tavoli, tavolini, tavoli di cucina. I più amati.
Gioco la mia vita su molti tavoli.
Quella a cui mi è più facile pensare, la scrivania del mio studio è la scrivania di una scena teatrale.
Già. La scena teatrale è una delle mie fissazioni giovanili.
Ho sempre ritenuto che la psicanalisi sia un fatto teatrale.
Dovendo chiedermi con onestà se la psicanalisi fosse qualcosa di scentifico, l’onestà intellettuale di cui ero capace mi suggerì di optare per altra risposta.
La psicanalisi è un fatto teatrale. In quegli anni studiavo il Teatro. Era un grande e nobile oggetto della mia riflessione.
Il teatro richiede una scena e degli oggetti di scena.
Ovviamente l’oggetto di scena non deve essere un oggetto “finto”. Almeno secondo la lezione drammaturgica a me cara: il Metodo di Stanislawskij.
Il teatro non può essere finto.
E’ una sublime finzione.
Sulla scrivania del mio studio, comunque, nell’esercizio del mio lavoro, faccio un sacco di cose importanti e vere.
Prima tra tutti il prendere appunti.
Ma anche scarabocchiare mentre ascolto.
Talvolta anche dipingere ad acquarello.
Qualche paziente vuol poi vedere ciò che faccio mentre li ascolto.
Sacrosanto diritto.
In questi casi offro volentieri l’opera. Data la scarsità del mio talento figurativo ritengo con questo di scoraggiare una successiva analoga richiesta!
Il primo problema che devo afffrontare quando mi riprometto di mettere in ordine la scrivania è capire quale sia davvero la mia scrivania.
Scrivo dove capita. In passato, spesso, al tavolino del bar. quelli sulla spiaggia sono i migliori. Scrivo a mano, sul telefono o sul computer.
Forse il computer è l’erede più diretto delle funzioni della scrivania.
Ma anche quella non è più su un unico computer perchè ne ho e ne ho avuti diversi.
Hai sempre fatto back up, vero?
Mah! Quelli che lo raccomandano spesso sono i primi a non farlo. Chi lo fa non lo dice!
E comunque la mia scrivania non è nemmeno sul computer.
Ne ho una su Mobile-Me, l’ho avuta su “.mac” . Presto l’avrò su iClouds.
Questa è bella! Una scrivania tra le nuvole.
Sì, comunque una scrivania virtuale.
Ma nemmeno quella avrà la funzione perduta della scrivania e comunque non è in ordine e mi peserà tenerla in ordine.
Ma chi ha detto che la scrivania deve essere in ordine?
Secondo natura non lo è.
Il terreno è la scrivania nella natura. Si dice “buttare per terra”! La terra non è pulita e non è in ordine.
Un po’ come i miei tavoli, accoglie amorevolmente ciò che in qualche disciplina del liceo ho sentito chiamare “oggetti eterocliti”.
E’ una espressione che mi è sempre stata congeniale.
La terra è piena di oggetti eterocliti.
La sua funzione è quella di inghiottirli a farne materia propria. La scrivania è il terreno della mente.
Il laboratorio in cui gli oggetti eterocliti si decompongono e diventano parte di noi!

3 pensieri su “Scrivanie in cielo e per terra

  1. So che non è possibile,ma nel leggere il tuo articolo,io vedevo qualcosa di molto familiare e ho dovuto rivalutare mio marito,che se la dorme beatamente,sotto l'aspetto organizzativo!!! Il suo "Studio di casa"è un manicomio a parer mio…ma lui non vuole che la mia persona sacrilega ne varchi la soglia,perchè sostiene che non è disordine,è il suo "ordine".La scrivania c'è…ma non si vede :è sommersa da fascicoli anche in equilibrio precario;molti faldoni giacciono sul pavimento,incolonnati o raggruppati per colore… ci sono codici aperti con segnalibro,foto mie da ragazza,foto dei figli,libri di Pirandello insieme a libri sul brigantaggio nelle Madonie! Una macedonia!Fortunatamente riceve nello studio di mio figlio,situato altrove ma io già mi chiedevo se non avesse una forma di incapacità ad organizzare ordinatamente le fonti del suo lavoro.Leggendoti, me lo riproponi sotto una diversa luce,il suo modus agendi sembra avere un perchè…quindi sono io la limitata…Ma non mi importa:il caos anche come forma d'arte deve essere limitato a quelle stanze! Se varca quella soglia perderai un'assidua commentatrice,seppellita dalle carte del marito! Ti saluto fraternamente.Adele.

    1. Fraternamente, non sta a me, né a nessun altro (a parte il buon Dio che dicono sia morto) giudicare chi sia limitato e chi no.
      Quale sia il giusto ordine delle cose, ammesso che ce ne sia pensabile uno.
      Il miracolo grande è che in mezzo a tutto questo qualcosa accada!
      Che si scriva su quelle scrivanie, che si ami, che si lavori.
      Probabilmente trattasi di tre sinonimi!
      Grazie dell’attenzione!

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