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Del sonno profondo

Del sonno profondo

Del sonno profondoIl 5 luglio concludevo promettendo di riprendere il discorso su veglia, sogno, sonno profondo, qualora avessimo messo a letto i bambini.

Beh, d’agosto, ritorniamo tutti bambini e, tra sogni e sonno siamo tutti nei nostri lettini.

Mi sembra un buon momento per riprendere il discorso.

Abbiamo visto come, dalle radici indo-ariane della nostra antropologia, l’uomo viva sincronicamente in tre stati di coscienza.

Ogni istante un uomo è sveglio. In qualcosa è sveglio anche quando dorme. E’ risaputo che spesso i sogni di incendio tradiscono la percezione di eccessivo calore delle coperte. Le situazioni labirintiche spesso ci parlano di una cattiva digestione o di un intestino disfunzionale.

Non è questa ovviamente la chiave di volta di una possibile interpretazione dei sogni. E’ solo un indizio del fatto che non si dorme mai completamente, né si è mai completamente svegli.

Il sogno fa da cerniera a questi due stati polari, trasportando incessantemente immagini.

Ma il punto che mi stava a cuore, per cui chiedevo di mettere a letto i bembini, è il seguente.

Siamo abituati a pensare che l’appagamento dei desideri sia la chiave della felicità, del benessere, della salute.

Capita però di imbattersi in una osservazione trasversale.

Se mangiamo troppo, digestione ancora in corso nel sonno, facciamo molti sogni. E ci svegliamo con un po’ di inquietudine.

Quanto più invece il nostro sonno è indisturbato, tanto meno sogniamo, tanto più ci svegliamo in stato di grazia.

Questo stato sembrerebbe quello indicato dalle Upanishad come stato di sonno senza sogni.*

In ogni istante della nostra vita quindi, malgrado il frastuono del mondo, magari lo scorrere incessante delle immagini che mettono in moto i desideri, c’è qualcosa della nostra profondità che non smette di giacere in sonno profondo.

Qualcuno sostiene che si tratti di un sonno il cui risveglio coincida con la morte.

Nascere come addormentarsi.

Un buon pensiero da portare sotto l’ombrellone.

Che ne dite?

Buon Sol-Leone a tutti!

* Come in altro post specificato, nella citazione linkata (la migliore che abbia reperito in rete) si parla anche di un quarto stato. Tuttavia, quella che ho citato è la ben nota radice della triarticolazione tipica del pensare antropologico Indo-Ariano.

3 pensieri su “Del sonno profondo

  1. Posso solo condividere constatando che una parte di noi rimane in allerta anche quando apparentemente dormiamo profondamente;in più si possono creare vere "intromissioni" del reale nell'onirico.Un esempio è dato dal campanello che squilla incessante nel sogno finchè non apriamo gli occhi e…rispondiamo perchè il telefono squilla realmente! Non so come potrebbe, però, verificarsi l'inverso senza immaginare un parallelismo di esistenze contemporanee che ancora ritengo più vicine alla fantascienza.Concordo sul fatto che il miglior sonno è quello senza sogni.Assolutamente.E' una vita che combatto all'arma bianca,come rivoluzionaria,insomma sono sempre con la mimetica e nel sogno sto attenta a ferire senza uccidere,come nei vecchi films western…Data l'ora tarda ,ora cercherò di dormire,augurandomi,appunto ,di non essere chiamata alle armi.Buonanotte.Adele.

  2. In effetti, visto che fra pochi giorni ricomincerò a viaggiare alle sette per un'ora, per andare a lavorare a scuola, direi che effettivamente il risveglio avrà alcuni tratti mortali! Ma non lo dite a nessuno, perderei la grazia di essere una maestra, per di più appassionata! ; )

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